Ladri di idee

Pubblicato venerdì, 30 settembre 2011 di lentiggini
Categorie: cronaca, politica, solidarietà

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Oggi voglio condividere integralmente con voi l’e-mail arrivata oggi dell’Associazione Askavusa di Lampedusa senza alcun commento, perchè ogni commento è superfluo.

Giorno 28 settembre 2011 a Roma è stato presentato in una villa privata il progetto Opera finanziato tra gli altri dalla Presidenza del Consiglio e dalla Farnesina, alla presenza dell’assessore della Regione Sicilia Armao, un progetto molto simile a quello che l’Associazione Askavusa da anni porta avanti nel totale disinteresse delle istituzioni, con la differenza che nel progetto dell’associazione lampedusana, i legni delle barche non diventeranno pettini, complementi di arredo, o accessori di moda.

Dal 2005 Giacomo Sferlazzo realizza opere con i resti delle barche, nel 2008 comincia a raccogliere molti oggetti appartenuti ai migranti, nella discarica di Lampedusa, dove sono ammassati i barconi posti sotto sequestro. Nel 2009 l’associazione Askavusa decide di fare un progetto per un museo delle migrazioni di Lampedusa, dopo molte discussioni l’associazione decide di chiedere al comune un posto dove realizzare il museo, l’allora assessore Pietro Busetta chiede uno scritto che descriva l’idea del museo, questo gli viene consegnato durante un incontro, dove Busetta dice ai ragazzi di Askavusa che ne parlerà con l’assessore Regionale Armao.

Passano mesi, ma non ci sono risposte, fino a quando su internet escono alcuni articoli che parlano di un museo sui migranti che il comune di Lampedusa e la regione Sicilia devono realizzare insieme, non citando mai Askavusa e riportando alcuni concetti fondamentali dell’idea che l’associazione aveva mandato a Busetta, talvolta anche le stesse parole. L’associazione risponde con un video e diversi articoli e per un po’ non si sente più parlare del museo che il comune realizzerà insieme alla Regione Sicilia. Intanto l’associazione realizza una piccola esposizione in una stanza della sede e continua a recuperare gli oggetti dei migranti, ma si trova anche a dare assistenza ai migranti durante i mesi della emergenza creata ad arte dal governo nei primi mesi dell’anno.

Dopo gli ultimi fatti successi a Lampedusa, in un clima di tensione enorme sull’isola esce fuori questo progetto Opera che assomiglia in maniera spudorata all’idea di Askavusa di dare ad artisti i resti delle barche per realizzare opere. I giovani di di Askavusa che hanno vissuto in prima persona le vicende dei migranti e che stanno dedicando da anni e da volontari il proprio tempo e il proprio amore , al museo delle migrazioni, invece di essere sostenuti ed aiutati, si vedono scippati di un’idea e di un progetto, per questo Giacomo Sferlazzo è andato alla presentazione di Opera per chiarire la sua posizione e quella dell’associazione che valuterà con i propri avvocati se si può agire per vie legali.

La cosa più fastidiosa è che questo progetto è patrocinato proprio da coloro che hanno provocato queste enormi tragedie, che hanno criminalizzato i migranti con il reato di clandestinità, che hanno attuato i respingimenti, che hanno istituito i CIE, che hanno portato Lampedusa ad una situazione disperata, per ultima la vicenda dei CIE galleggianti, ma di questo alla presentazione di Opera nessuno ne ha parlato, l’altra cosa che si notava era l’assenza di migranti e lampedusani, proprio i protagonisti di questa storia, ancora una volta derubati e sfruttati.

Per saperne di più guarda i video.



Vergognarsi di essere italiani

Pubblicato venerdì, 8 luglio 2011 di lentiggini
Categorie: cronaca, politica, solidarietà

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Edda Pando, peruviana, una laurea all’Università di Lima, quattro anni da  immigrata clandestina in Italia e ora volontaria del Comitato Immigrati di Milano sa come farci vergognare di essere italiani.

Ospite della trasmissione Fratelli e Sorelle d’Italia condotta da Veronica Pivetti su La7, denuncia la situazione paradossale degli immigrati in Italia e di una legge che nulla fa per aiutarli perché in fondo – lei dice – all’Italia servono gli immigrati, serve il lavoro in nero, manovalanza che a 3,50 euro l’ora contribuisce a costruire l’Expo milanese del prossimo 2015.

Edda Pando, non risparmia nessuno, denuncia la legge sui flussi , assurda, priva di qualsiasi buon senso, perché prevede che un datore di lavoro italiano richiami dall’Algeria, dalla Tunisia, dal Senegal un operaio che mai ha visto per lavorare nella propria azienda. Meglio sarebbe consentire un permesso di soggiorno provvisorio di sei mesi per la ricerca di lavoro da convertire in permesso definitivo a lavoro effettivamente trovato. E denuncia anche leggi inesistenti che impediscono ai datori di lavoro di mettere in regola lavoratori differenti da badanti e collaboratori domestici. La recente sanatoria è stata pensata solo per regolarizzare alcune categorie di lavoratori, ma ne esclude totalmente altre quali i muratori, i falegnami, gli artigiani, gli operai.

E non risparmia nemmeno Lampedusa, che definisce specchietto mediatico, utile ai telegiornali per fare notizia, perché sono una piccola parte dei migranti sbarca a Lampedusa, ma la maggior parte dei clandestini arriva dagli aeroporti, come lei, attraverso un visto turistico.

Nel volto della Pivetti che la intervista, l’evidente imbarazzo di sentirsi italiana quasi si sentisse responsabile delle condizioni inumane in cui esseri uguali a noi sono costretti a vivere, imbarazzo che non posso non condividere.

Quella sporca dozzina

Pubblicato mercoledì, 11 maggio 2011 di lentiggini
Categorie: politica, Risate

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La morte in prima pagina

Pubblicato lunedì, 2 maggio 2011 di lentiggini
Categorie: cronaca, politica

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Vera o falsa che sia la foto del cadavere di Bin Laden in prima pagina di tutti i quotidiani on-line è raccapricciante. Finora si è sempre avuto il pudore di non mostrare i corpi dei cadaveri per non urtare la sensibilità di tutti quelli che (come me) rimangono fortemente impressionati da immagini simili. In questo caso no! I direttori delle varie testate hanno deciso insindacabilmente che fosse giusto fornire al mondo intero le prove tangibili (sempre non si tratti di un fotoritocco…) di questa morte eccellente, mostrando a tutti questo volto sfigurato.

Da stamattina, non apro più un sito di un giornale per il terrore di vedere quell’immagine. Vorrei leggere anche altre notizie, ma ci rinuncio. All’interno dei telegiornali, ho una scelta, chiudo gli occhi e ascolto. Qui no! Ogni volta che apro un sito web mi si ripropone questo ammasso di carne in putrefazione, che credo non dimenticherò mai, pur avendolo visto solo per pochi secondi.

The Social Network: stronzi per il successo

Pubblicato martedì, 18 gennaio 2011 di lentiggini
Categorie: cinema

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Ha fatto il pieno di premi ai recenti Golden Globe: miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior colonna so­nora e miglior film drammatico. È The Social Network, il film che racconta gli inizi di Facebook, ricostruiti attraverso le battaglie le­gali che il suo fondatore  Mark Zuckerberg ha dovuto subire, per­ché, come recita il sottotitolo, non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico.

Quanto ci sia di vero nel film lascio a voi scoprirlo. Sebbene la maggior parte dei fatti siano realmente accaduti e molti dei dialo­ghi siano le esatte trascrizioni degli atti processuali, il film è tratto dal libro di Ben Mezrich, Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento, basato principalmente sulle conversazioni che l’autore ha avuto con Eduardo Saverin, colui che ha trascinato Mark Zuckerberg in tri­bunale chiedendo un risarcimento milionario perché tradito e in­gannato dal suo amico e compagno di stanza.

La figura del fondatore di Facebook che esce da questo film è quella del genio, anche un po’ hacker, capace di scrivere codici per una notte intera, ma arido, sociopatico, immune alle emozioni, freddo nei rapporti con le ragazze e con gli amici, vendicativo e in grado di tradire il suo unico amico senza alcun pentimento. Ma davvero bisogna essere tanto stronzi per avere successo? Che il film calchi la mano su questo aspetto non c’è alcun dubbio e lo fa egregiamente tanto che non si sa se essere felici per il successo e la genialità innegabile di questo ragazzino o provare pena per il suo mondo arido fatto solo di codici e nessun amico.

In realtà chi conosce Mark, come lo scrittore David Kirkpatrick, autore di The Facebook Effect lo descrive in maniera differente come “una delle persone meno arrabbiate che mi sia mai capitato di incontrare. È equi­librato, ottimista, taciturno, ed estremamente sicuro di sé”.

Ma questa è la magia della finzione e poco importa se i fatti vengono riportati in maniera noiosamente identica alla realtà o se vengono reinterpretati per vestire una storia. Quello che importa è il risultato fi­nale. Il film è semplicemente bello, avvincente, ha un bel ritmo con i continui flashback tra il periodo dell’Università e le udienze in aula ed è senza dubbio meritevole dei premi che ha recentemente conqui­stato.

Lo sport salverà l’Italia?

Pubblicato venerdì, 14 gennaio 2011 di lentiggini
Categorie: politica, sport

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Non conoscevo questa storia. Sarà leggenda o verità?

Il 14 luglio 1948 fu una giornata storica per la nazione italiana. Il leader comunista Palmiro Togliatti è colpito da tre colpi di pistola venendo ferito alla nuca. Nelle strade si scatenano le proteste e il clima che si respira sembra essere quello di una guerra civile tra filo-sovietici e filo-americani. Il capo del governo Alcide De Gasperi in serata telefona a Gino Bartali intimandogli di vincere la tappa dell’indomani del Tour de France per “distrarre” gli italiani in quelle ore così concitate. Il Tour infatti, oggi come allora, era seguitissimo e nelle idee di De Gasperi un’impresa di Bartali avrebbe potuto alleggerire il clima di tensione nel paese. Gino recepì immediatamente il messaggio a cui rispose “farò meglio di quello che mi chiede, vincerò la corsa”. Motivato e orgoglioso com’era, Bartali sfoderò tutta la sua classe l’indomani sul col de l’Izoard. Nonostante la giornata fredda e le strade infangate del gigante roccioso, Gino attacca la maglia gialla che va in crisi perdendo al traguardo ben 18′. Gino Bartali vinse il Tour de France con 7 vittorie di tappa e 26′ di vantaggio sul secondo classificato. L’insurrezione di massa delle organizzazioni militanti comuniste si arrestò.

Liberamente tratto da Ciclismo a Ruota Libera

Potrebbe succedere ancora?

Ti piace vincere facile?

Pubblicato giovedì, 4 marzo 2010 di lentiggini
Categorie: politica, Risate

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Caro Berlusconi…

Pubblicato lunedì, 1 marzo 2010 di lentiggini
Categorie: solidarietà

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Caro Berlusconi,

so che in questo momento sei molto impegnato con la campagna elettorale, con liste rifiutate e altri piccoli intoppi, ma vorrei sottoporti una questione assai importante, che non riguarda il popolo italiano, che per quanto in grandissima crisi può dirsi fortunato se paragonato a ben altre realtà assai più gravi. E di queste ti voglio parlare, dell’Afganistan per la precisione. Per favore parla con il tuo amico Obama, premio Nobel per la Pace, chiedendo di aprire un corridoio umanitario per permettere ai feriti di essere trasferiti nell’ospedale di Emergency a Lashkar-gah. Te lo ha chiesto anche Gino Strada, lo ha ripetuto anche ieri sera a Che Tempo Che Fa, lo ha chiesto anche al tuo amico Obama, ma pare che nessuno lo abbia ascoltato. Là la gente muore. Civili, bambini, donne perché non riescono a raggiungere l’ospedale, perché i soldati americani non li fanno passare. Ecco te l’ho detto. Per favore agisci in fretta.

Grazie

Emanuela

P.S. Per tutto il popolo della rete. Scrivetelo sui vostri blog, su Facebook, su Twitter, FriendFeed. Ovunque. Facciamo sentire la nostra voce per una buona causa.

Crisi o non crisi, questo è il problema

Pubblicato giovedì, 14 gennaio 2010 di lentiggini
Categorie: politica

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Ce lo ricordiamo tutti il tormentone di qualche mese fa di Mr. B. “La crisi non esiste! E’ solo un falso allarmismo creato dai media” e adesso invece voilà, la crisi eccola qua, come un coniglio uscito da un magico cilindro. E già ora c’è la crisi. Ora che Mr.B. deve mettere mano alle sue tasche (be’, non proprio sue, ma quelle del suo governo) chi si rivede: la crisi.

Ma allora c’è o non c’è questa crisi? Non ci rimane che guardare le previsioni del tempo.

Natale solidale

Pubblicato lunedì, 30 novembre 2009 di lentiggini
Categorie: solidarietà

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Un flash post solo per segnalare ai miei fedelissimi e accaniti lettori (quanti saranno? 4… 5 al massimo :-) ) che da poco ho aperto un nuovo blog, Natale Solidale, nel quale segnalo regali e iniziative per rendere questo Natale un po’ meno consumistico e un po’ più solidale con le popolazioni che soffrono.

Ogni anno nel mondo occidentale si spendono milardi per regali che finiscono in fondo ad un cassetto, mentre le popolazioni del sud mondo continuano a morire di fame. Quindi perchè non utilizzare i soldi dei regali natalizi per aiutare i più deboli? Provateci. I vantaggi sono evidenti. Niente stress da shopping natalizio e la piacevole sensazione di aver fatto qualcosa di buono. I vostri parenti potrebbero storcere il naso di fronte ad un certificato di adozione di un bambino del Darfur? Pazienza, immaginate il sorriso di quel bambino!


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