Ladri di idee


Oggi voglio condividere integralmente con voi l’e-mail arrivata oggi dell’Associazione Askavusa di Lampedusa senza alcun commento, perchè ogni commento è superfluo.

Giorno 28 settembre 2011 a Roma è stato presentato in una villa privata il progetto Opera finanziato tra gli altri dalla Presidenza del Consiglio e dalla Farnesina, alla presenza dell’assessore della Regione Sicilia Armao, un progetto molto simile a quello che l’Associazione Askavusa da anni porta avanti nel totale disinteresse delle istituzioni, con la differenza che nel progetto dell’associazione lampedusana, i legni delle barche non diventeranno pettini, complementi di arredo, o accessori di moda.

Dal 2005 Giacomo Sferlazzo realizza opere con i resti delle barche, nel 2008 comincia a raccogliere molti oggetti appartenuti ai migranti, nella discarica di Lampedusa, dove sono ammassati i barconi posti sotto sequestro. Nel 2009 l’associazione Askavusa decide di fare un progetto per un museo delle migrazioni di Lampedusa, dopo molte discussioni l’associazione decide di chiedere al comune un posto dove realizzare il museo, l’allora assessore Pietro Busetta chiede uno scritto che descriva l’idea del museo, questo gli viene consegnato durante un incontro, dove Busetta dice ai ragazzi di Askavusa che ne parlerà con l’assessore Regionale Armao.

Passano mesi, ma non ci sono risposte, fino a quando su internet escono alcuni articoli che parlano di un museo sui migranti che il comune di Lampedusa e la regione Sicilia devono realizzare insieme, non citando mai Askavusa e riportando alcuni concetti fondamentali dell’idea che l’associazione aveva mandato a Busetta, talvolta anche le stesse parole. L’associazione risponde con un video e diversi articoli e per un po’ non si sente più parlare del museo che il comune realizzerà insieme alla Regione Sicilia. Intanto l’associazione realizza una piccola esposizione in una stanza della sede e continua a recuperare gli oggetti dei migranti, ma si trova anche a dare assistenza ai migranti durante i mesi della emergenza creata ad arte dal governo nei primi mesi dell’anno.

Dopo gli ultimi fatti successi a Lampedusa, in un clima di tensione enorme sull’isola esce fuori questo progetto Opera che assomiglia in maniera spudorata all’idea di Askavusa di dare ad artisti i resti delle barche per realizzare opere. I giovani di di Askavusa che hanno vissuto in prima persona le vicende dei migranti e che stanno dedicando da anni e da volontari il proprio tempo e il proprio amore , al museo delle migrazioni, invece di essere sostenuti ed aiutati, si vedono scippati di un’idea e di un progetto, per questo Giacomo Sferlazzo è andato alla presentazione di Opera per chiarire la sua posizione e quella dell’associazione che valuterà con i propri avvocati se si può agire per vie legali.

La cosa più fastidiosa è che questo progetto è patrocinato proprio da coloro che hanno provocato queste enormi tragedie, che hanno criminalizzato i migranti con il reato di clandestinità, che hanno attuato i respingimenti, che hanno istituito i CIE, che hanno portato Lampedusa ad una situazione disperata, per ultima la vicenda dei CIE galleggianti, ma di questo alla presentazione di Opera nessuno ne ha parlato, l’altra cosa che si notava era l’assenza di migranti e lampedusani, proprio i protagonisti di questa storia, ancora una volta derubati e sfruttati.

Per saperne di più guarda i video.



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Pubblicato su cronaca, politica, solidarietà

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